La collettiva de Il Conte di Montecristo di A. Dumas (1/2)

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Presentazione della follia
Puntate precedenti

Abbiamo lasciato i tre compari di bevute all’osteria, o meglio, Fernando se l’è svignata neanche tanto di nascosto con la lettera scritta da Danglars e questo e Calderousse che fanno i finti ingenui, vuoi perché uno s’è bevuto il cervello, vuoi perché l’altro è una merda umana.

Ma veniamo al magnifico banchetto di fidanzamento di sfiga-Edmondo e lagna-Mercedes!

Sempre nell’unica taverna di Marsiglia, sotto ad un sole splendente e carico di aspettative, tutti vestiti con completo buono (qua mi parte l’immagine con il luogo comune) e tutti in attesa dei due giovani. Pure il signor Morrel ci pregia della sua presenza, così che Danglas possa srotolare la sua lingua da lecchino.
Si mangia, si beve, gli invitati cafoni fanno casino e non stanno seduti e BADABAM!

Il giovane Edmondo viene tratto in arresto dai cattivi soldati del Re!!!!!

Foto del 18-03-17 alle 19.41

(Foto di repertorio, stamattina sono ancora in pigiama)

Nooooo la povera Mercedes, che sempre non capire un cavolo, salta là su una sedia, al vecchio Dantes piglia uno sciopone, il duo viscido fa finta di non capire e il signor Morrel piglia al volo una carrozza e rincorre il caro Edmondo in ceppi.

Parentesi: c’è stata la restaurazione, tutti si cagano addosso perché chi era con Napoleone deve cospirare di nascosto o viene decapitato come traditore, chi stava col Re ha il dente avvelenato e denuncia a cazzo per liberarsi del proprio vicino di casa e allargare la magione…
Edmondo si ferma col bastimento all’Elba, dove RICORDIAMO stava Napoleone, lo sa tutta la nave e pure metà Marsiglia perché è sceso e l’ha urlato dal campanile della chiesa e TUTTI SI CHIEDONO PERCHè STA ANDANDO IN GALERA?
Ma siete scemi o che altro?
Vabbè che ha 19 anni, vabbè che deve essere ingenuo, vabbè tutto, ma questo qua è un po’ tardo…

Intanto conosciamo l’ultimo cospiratore: Villefort.
Che è al proprio pranzo di fidanzamento alle prese con lo stereotipo della suocera spaccaballe, che oltretutto ha il dente avvelenato verso il futuro genero poiché questi è figlio di un noto sostenitore di Napoleone.
E glielo ricorda tipo cinquanta volte in una conversazione.
E conosciamo Renata, una cretina.

Il faccia a faccia tra Edmondo e Villefort è rivelatore e porta alla scoperta del destinatario della lettera che ricordiamo, Dantes deve consegnare a Parigi pena sognarsi il fu capitano del Faraone ogni notte: il padre di Villefort, il bonapartista.
E quindi, che fa il nostro magistrato?
Rassicura Bigolo Bill Edmondo e lo rinchiude in galera, bruciando la corrispondenza di papà.

Un plauso al sig. Morrel che piglia nomi a tutto spiano per aver chiesto notizie di Edmondo: da sospetto bonapartista va a chiedere notizie e clemenza per un sospetto traditore. Un idolo.

Capitoli di marzo finiti, ci vediamo ad aprile ooops, iniziamo i nuovi!! 

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Il Neurone va sulla cupola!

Del Duomo. Di Piacenza.

Che siete, come Senior che dice sempre che potrei trasformare un tipo medio in un dittatore africano perché piuttosto che godermi nei momenti di noia va a fare un genocidio?

Link per informazioni

Questo post ha il solo ed unico intento pubblicitario, perché una grama volta che c’è un’iniziativa decente a Piacenza bisogna salire sui coppi e urlarla ai quattro punti cardinali.

E chissenefrega se uscirete alle due dal giro sulla cupola e non troverete un ristorante in centro che vi darà da mangiare!
Ah, se non siete pratici, prendete su una cartina o riservatevi google maps, che non c’è un cartello che dal Duomo vi porta a Palazzo Farnese o viceversa.
Che cazzo, non vi sapete arrangiare?

In ogni caso!

A Palazzo Farnese, in quella che fu la cappella ducale, potete ammirare una trentina di quadri dei tre periodi principali del Guercino; ce ne sono un paio che a mio parere meritano proprio, gli altri vabbè, io non sono un’ammiratrice del ‘600.

La visita al Duomo è invece un po’ più complessa.
Nel senso che vi dovete armare di santa pazienza e prenotare con anticipo o non salite.
E presentarvi in orario, non in anticipo come noi o neppure in ritardo con gli stronzi altri del gruppo.
Siete saliti sul Duomo di Firenze? L’avete trovato faticoso o scomodo?
State giù: da noi ci si arrampica come capre in un pertugio a scala a chiocciola (però ci sono due pause anti infarto) e poi ci si affaccia verso la cupola. Essendoci un solo ingresso, non potrete fare il giro completo e vedrete solo parte della cupola, ma piuttosto che niente è meglio piuttosto e unitevi con me ad augurare una cagarella alla sovrintendenza che non ha permesso di fare i 180 gradi.
Poi se non siete svenuti a guardare giù (ieri sera c’era il prete a dire messa, LOL, era minuscolo), scendete in un altro budello per altri 25 metri.
E bon.

Ah, i gruppi sono da 10 elementi, no minori di 6 anni, dai 6-18 accompagnati da un responsabile, non parlate che siete in chiesa e non morite che fa brutto.

Dimenticavo, occhio all’orario che ai piacentini i turisti fan schifo e soprattutto vogliono andare a casa a mangiare e a fare la pennica; quindi dalle 13 alle 15 calcolate di emigrare, sparire, non dover fare la pipì perché di domenica forse c’è un bar aperto, se avete culo. Altrimenti andate sulla 45 (la statale che va a Bobbio) dietro ad una frasca. E magari trovate da mangiare.

Si vede che NON sono piacentina eh?

Però venite, che è bello.

Peccato che la chiesa è romanica, altrimenti sai quante foto faceva il Club? 

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La collettiva de Il Conte di Montecristo di A. Dumas (1)

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Puntata precedente: Adunata dei folli partecipanti

Ho la versione del millenovecento e fischia, i nomi sono tradotti in italiano.

Ah, non mi si rompano gli zebedei con gli spoiler che sfido a trovare chiunque che anche se non ha letto il tomo non sa la storia!

image_book.phpLuogo: Marsiglia
Dopo mesi di silenzio arriva in porto il Faraone, nave mercantile che s’è fatta il giro del Mediterraneo a commerciare qua e là. Arriva mestamente, tra lo stupore dell’armatore sig. Morrel, che apprende poi che il viaggio è stato fortunato, il carico è salvo e i soldi arriveranno in saccoccia, ma il povero capitano ci ha lasciato le penne.
Eben, tanto il suo posto è stato preso dal secondo Edmondo Dantes  che appare sulla prua del bastimento a dare ordini con cipiglio e autorità.
E’ figo Edmondo, chiaro?!?!?!
E mentre aspetta che arrivi il pilota che li porti in porto (oops) il buon Morrel chiacchiera con Danglas “scrivano computista” (oh, se lo dice lui qualche capitolo dopo) che par neanche una brutta persona tutto preso come è a far cappotto a Edmondo (trad. gli parla dietro che non par vero) e far notare come si sia preso il comando senza proferir parola e abbia fatto scalo a parer suo perdendo tempo e qua e là.
Si vede che la voleva far andare lui, la nave, o avevano il pilota automatico… Se muore il primo, sotto il secondo, santa pace…
Vabbè, comunque, Morrel che o è sordo o è un pelo furbo, se ne sbatte e invita Edmondo a pranzo, per festeggiare e per lisciare l’altro socio così da farlo nominare capitano ma Edmondo no! Vado a casa da papà e poi corro nelle braccia di Mercedes, la morosa.
E come dirti di no, ragazzo mio, vai saluta papà e Mercedes, tanto io sto qua con Danglas che rompe le palle come una zecca e continua a parlarti dietro…

Parentesi: sicuro Edmondo è un eroe buono, quindi è un pirlotto, ingenuo. E’ il suo ruolo.
Ma, santa pazienza, sei stato quattro mesi imbarcato con lo scrivano, non ti sei accorto che è una serpe in seno? (Dio, come scrivo aulico, stamattina)
Non sei pirla, sei tonto e ciao!
Che poi non è vero del tutto, perché in uno sprazzo di intelligenza, a casa di papà tenta di dissimulare in qualche modo la fortuna (soldi) che gli sono caduti in mano con il vicino Caderousse; che c’entra se non ci casca neanche il gatto orbo che dorme sulla ringhiera (ah, non c’è? Vabbè, è il concetto che conta), lui s’impegna, è tanto bravo mica può essere anche furbo (nonna Ermelinda diceva che uno o era bello o era furbo, ma non leggeva Dumas).

Ma arriviamo alla donna, Mercedes.
Che fino ad ora abbiamo gli invidiosi, ci vuole la donna!
Mercedes è una catalana, modo probabilmente francese dell’epoca (c’era il politically correct?) per dire che era una zingara di un accampamento appena fuori Marsiglia che già di suo doveva essere una città di un’accozzaglia di brave persone che ti lascio immaginare.
Bella, ma va, con gli occhi che ti tramortivano, i capelli lucenti ecc ecc e che nella riduzione televisiva con faccione Depardieu era interpretata dalla Ornella Muti. E HO DETTO TUTTO.
La Mercedes, povera giovine orfanella, vive della carità del cugino Fernando che naturalmente la concupisce ma lei bum! friendzone perché amatantoEdmondosuo.
E quando arriva Edmondo, di corsa su per la salita, s’illumina come un lampione di notte con la nebbia, facendoci incontrare l’ultimo cattivo della prima parte della collettiva: il geloso.

L’incontro tra la donna, il fidanzato e il geloso viene spiato da Caderousse e Danglas che stanno bevendo come spugne all’osteria (o meglio, Caderousse è ubriaco perso, Danglas rumina) e unitosi Fernando, che dimostra l’intelligenza di un bove al pascolo, inizia a prendere forma il complotto.

DADADADAM!

Il giovine Edmondo, infatti, ha fatto un piacere (o eseguito un ordine, come dice lui) al capitano morente: ha fatto scalo all’Elba e ha consegnato una lettera al nano Corso che era lì al momento in soggiorno forzato e ci ha pure parlato.
Ideona, Edmondo, bravo!
E pure detiene un’altra lettera da consegnare al comitato pro-Napoleone di Parigi, sempre da consegnare.
Bravo!
E lo sanno tutti.
E non commento più.

Quindi Danglas finge di scrivere un messaggio al procuratore del Re che lo denuncia e poi finge di gettarlo. Fernando lo raccoglie e finge di tornare ai Catalani mentre prende la strada verso Marsiglia.

Foto del 11-03-17 alle 11.49

E ora che succederà?
Paura….

(Mancano tre capitoli alla fine della prima parte)

PS: Il Neurone ha molta fantasia quindi si è già fatto un trip con Edmondo vestito da marinaretto, magia a righe e pantalone bianco col fazzoletto al collo; Mercedes col gonnellone colorato anelli e orecchini a gogò.
Lo so, il Neurone è uno stereotipo ambulante.

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Ed ecco a Voi, Siore e Siori….

LA NUOVA COLLETTIVA DI GRUPPO!!!!

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Per chiunque si voglia unire, seguire le nostre disgrazie allegre avventure,
insomma se a qualcuno frega qualcosa
ecco il link della pagina Facebook (notare che ci siamo organizzate, mica cotiche!)

Letture Collettive Folli e Sgangherate

La lettura si fa come se Sandrino stesse scrivendo ora il Conte e ricordiamoci che Sandrino pirlava molto nel manico, andava a zoccole, sperperava denaro e litigava con l’editore. Insomma se la godeva e cioè vuol dire che era un pelino incostante.
Quindi i capitoli si leggono a blocchi, periodicamente e ci si vede per il gran finale tra un paio d’anni, mese più mese meno.

PS: per la sanità mentale del neurone prego evitare di postare foto di Gerard Depardieu che mi si pianta sullo stomaco, par Dieu!

PS2: tutte le eventuali frasi in francese saranno da me allegramente tradotte in piacentino (che un po’ c’azzecca), sacramenti compresi.

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Il Club va a teatro – stag. 2016-2017 (1)

“Bisbetica, La bisbetica domata di William Shakespeare messa alla prova” (link)

Sinceramente? Mi è piaciuto, mi sono divertita ed è bellino, quindi mi asterrò da dire cagate e quindi chiudete pure il Club.

Trama: compagnia teatrale, rimasta senza regista appena prima dell’apertura del tour, mette in scena la prova generale de La Bisbetica Domata.
Ognuno ci mette del suo e, tra mancanze del cast, dissapori interni e improvvisazioni che nulla centrano con l’ambientazione originale, si cerca di tirar a casa la serata.

Risultato?
Nonostante nel secondo atto l’atmosfera si faccia un po’ più pesante e, almeno ieri, si sentiva un po’ di stanchezza in scena, tutto lo spettacolo fila via senza intoppi, ci si diverte e si passano le due ore in allegria.
Ottimo il cast, sia nelle parti moderne che nel dramma rivisitato.

Una tacca a favore dell’abbonamento fatto da Zia.

Aola alla mia minaccia fatta ai due del guardaroba che mescolano a cavolo di cane i cappotti: dopo che mi sono sentita dire “Il 16 non c’è” con la ridarella scema mi è partito un “Na vota o l’altra v’brusum viatar e l’teatar” (cioè “una volta o l’altra bruciamo voi e il teatro”) con perfetta “rrrr” oriunda.
E devo dire che in tiro a sacramentare in dialetto il Club fa la sua porca figura.

Alla prossima però non vado, devo sperimentare gli scaldini che mi ha comprato Senior a Tallinn…

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Un viaggio e un libro

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Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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