Se dieci minuti fa riuscivate a raggiungermi al telefono la conversazione poteva essere questa:
– Ciao come va? Che fai?
– @#ˆ@ˆ¡¬#ˆ#¶]
(Stavo, per la cronaca, smontando e rimontando la presa del televisore, quella dell’antenna per la precisione, visto che … niente, avevo voglia di accendere quell’affare sul mobile e naturalmente non prende una funcia perché la presa nel muro è messa giù coi piedi… Mi mancava fare il piccolo elettricista…)

“Il seggio vacante” di J. K. Rowling

ImmagineSiamo a Pagford, ridente cittadina inglese spersa nella campagna. Pagford ha tutto quello che gli abitanti possono desiderare, è amena quanto basta, è abitata da gente “in” e ligi ai propri doveri, giardini ben curati e la classica abbazia abbandonata; insomma tutto quello che immaginiamo ci debba essere in una cittadina di campagna inglese.
Tranne forse per l’agglomerato di case popolari di “The Fields“, incubo di ogni cittadino per bene, ricettacolo di brutture e centrale di degrado.
Poi Barry Fairbrother, uno dei consiglieri comunali, muore.
E dietro alla campagna per coprire “il seggio vacante” del titolo si scatenano i peggiori istinti e la civile popolazione di Pagford dimostra tutto il suo entusiasmo per le bassezze umane.

I personaggi di questo libro sono tutti ambivalenti: se da un lato nascondono sotto il tappeto delle buone maniere ambizioni e vizi, appena restano soli o comunque in famiglia, protetti tra le mure domestiche, dimostrano quanto un personaggio può nascondere con una maschera di urbanità.
Gli adulti, come gli adolescenti, sono presi in un vortice di “vita”, che ha il suo apice nelle grettezze messe in pratica per pilotare le elezioni ma che solo con i colpi di scena finali ridimensioneranno e muteranno in totale cambiamento.

Come già per “Il Richiamo del Cuculo” sono stata positivamente colpita dalla scrittura mai banale della Rowling; anche se la storia potrebbe diventare ridondante, con tutte le malvagità gratuite che i personaggi principali mettono in moto per raggiungere i propri scopi, non scade mai nel banale e nel già sentito.
E’ una piacevole sorpresa, è diventa quasi un’imperante leggere finalmente la saga di Harry Potter

images“Killer” di Tom Wood

Victor è il protagonista di questo libro, il killer di cui non sappiamo nulla e di cui niente ci verrà svelato.
E’ bravo, maledettamente bravo, e naturalmente fai un lavoro oggi fanne uno domani e finisce per lavorare per qualcuno che alla fine lo vuole eliminare.

E questo è quanto, se non volessi spoilerare qualcosa della trama.

Ora, se volessi parlare solo del modo in cui è scritto, non potrei neppure dire nulla sul fatto che per alcune decine di pagine pirla nel manico senza combinare molto, facendomi dubitare sulla capacità dei suoi clienti, perché se Victor è così bravo, perché, perché non gli viene mai un dubbietto su quello che sta facendo e che scopre? Dubito dei clienti, non capisco come possano assoldare uno sveglio come un vaso da notte, insomma…

Commenterò invece una recensione di anobii, che parlava della violenza che si scatena ad un certo punto della storia.
Pensavi forse di leggere una fiaba della buona notte? No, perché se compro un libro che s’intitola “Killer” un po’ di morti me li aspetto, altrimenti ho preso una fregatura; e, sempre di solito, non è che ammazzare la gente sia un lavoro pulito, sicuramente un po’ di immondizia te la lasci dietro, soprattutto se accoltelli uno.
In fondo quattro litri circa di sangue occupano tanto posto…

Ah, Victor non è che tiene il segreto su chi è per qualche strano motivo o per amore della segretezza: è solo tonto, facciamocene una ragione.

Se vi capita a poco, comunque, è siete amanti del genere si può perdere anche un paio di giorni per leggerlo… Io sono ancora indecisa sul prendere o meno il seguito…

Image-The_Hot_Kid_by_Elmore_Leonard“Hot Kid” di Elmore Leonard

E niente, a me piace come scriveva il fu mr Leonard, ma come al solito mi rovina la televisione… E nonostante Carlos “Carl” Webster abbia tutte le carte in regola per essere un idolo, col suo sarcasmo pungente, con la serena noncuranza con cui affronta il mondo, no, io mi aspetto di veder saltar fuori da un cespuglio Rayland Givens.

Il problema è che m’aspetto il Rayland di “Justified” e non quello dei libri…

Sparsi qua e là

“Il seggio vacante” di J. K. Rowling
“Killer” di Tom Wood
“Hot Kid” di Elmore Leonard

Dalla lettura al bricolage… e viceversa

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