L’alienista di Caleb Carr

Grazie alle bancarelle dell’usato e alle consegne veloci di Amazon si è potuto scrivere questo articolo

Venduto come una delle pietre miliari della letteratura thriller, questo libro è praticamente introvabile in ogni catalogo e non chiedetemi il perché…

ImmagineNew York, 1886.
Un giovane dedito alla prostituzione viene trovato morto, letteralmente massacrato; il cadavere è stato sottoposto a scempio e messo in posa.
Sul luogo del ritrovamento incontriamo parte dei protagonisti della storia, un giornalista e Roosevelt (già proprio lui, il futuro Presidente degli Stati Uniti) insieme alla folla di poliziotti.
Il giornalista, Moore, è stato convocato lì da un suo amico di gioventù, il dottor Kreizler, alienista alquanto discusso.
Questi tre personaggi, a cui si affiancheranno nel corso delle indagini due detective dai modi innovativi, una segretaria con aspirazioni di carriera come poliziotto e alcuni ex pazienti del dottore, in qualità di comprimari, agiscono in segreto per fermare il serial killer di bambini perduti, piccoli travestiti che vivono e lavorano nei bordelli di Manhattan.
Durante il racconto incontriamo numerosi personaggi realmente esistiti, persone che con estrema naturalezza s’infilano nella finzione e ne vivono uno scorcio, ma sullo sfondo resta sempre ben viva l’umana varietà che sopravviveva a vario titolo in quella che si apprestava a diventare la città centro del mondo, a conquistarsi, insieme ai suoi mille cittadini, ricchi, poveri, delinquenti o santi che fossero, il posto che ancora occupa.
In un crescendo di tensione viviamo la caccia all’uomo, il susseguirsi di un’indagine complessa che parte dal nulla più puro per avvicinarsi sempre di più a quello che è un vero e proprio mostro, senza nessun sconto o calando.

Ora… pensiamo ad un articolo scritto qua qualche tempo fa…

Un giornalista, un alienista e un poliziotto. Check.
Una città con forti differenze sociali, con problematiche irrisolte e a malapena tenute a bada. Check.
Un assassino di prostitute. Check.
E poi… L’acqua, i protagonisti dal passato un po’ burrascoso o comunque con alcune problematiche irrisolte (il vizio del gioco del giornalista)…

Sì esatto, Matteo Strukul e “La giostra dei fiori spezzati”.

Che non ha mai fatto mistero di essersi ispirato a Carr nella stesura del suo romanzo, per l’amor di Dio, ma che forse dovrebbe essere un attimino più preciso con le parole.
Infatti se questa è ispirazione, bene son contenta per lui e un po’ meno per Carr, ma è una mia opinione personale.
Diciamo che, a parer mio, Strukul ha preso diversi elementi e li ha elaborati per adattarli al suo ideale di romanzo di genere, modificandoli per raggiungere l’incastro perfetto.

Naturalmente per un lettore “forte” o comunque fortemente influenzato come penso possa essere Strukul (e io, mi prendo dentro benissimo, solo che io non ho il talento della scrittura) i libri amati, le storie che più ti sono entrate dentro ti influenzano automaticamente che tu lo voglia o no.
I libri che amiamo sono quelli che maggiormente ci parlano nel quotidiano, sono i parametri di stima per tutto quello che verrà successivamente, quindi se partiamo per scrivere qualcosa emergeranno insieme al nostro pensiero.
Ma leggere “L’alienista” dopo “La giostra” è stato disturbante, in quanto il paragone è impietoso, nonostante ritenga il secondo un ottimo intrattenimento seppur con i limiti che ho già detto.
Perché Carr, a differenza, non scade nella trappola del racconto televisivo, il suo libro ti detta i tempi di lettura, ti obbliga a sentire il ritmo dell’indagine e adeguarti.
E alla fine, hai bisogno di correre con MooreKreizler verso l’epilogo, devi trovare quel maledetto serial killer.

Questo libro è stato il compagno ideale di una rilassantissima giornata in spiaggia, ed è altamente consigliato a chiunque voglia perdersi in una storia che sembra soltanto un thriller ma che in fondo è un perfetto incastro di realtà e finzione con un sottofondo di mistero.
In tanto che ci sono consiglio la colonna sonora: Jack White, che in questo periodo son monotona…

Sparsi qua e là:
“L’alienista” di Caleb Carr
“La giostra dei fiori spezzati” di Matteo Strukul
“Lazaretto” e “Blunderbuss” di Jack White

 

Ah, nel libro si cita anche Jack The Ripper, in quanto Moore era a Londra come corrispondente durante le indagini per catturarlo…
Jack portava il cilindro, per diana!
(e questa la capiamo solo la libreria pericolante ed io)

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