E’ Natale, cosa fai?

E leggi, ti pare?

L’Archeologo di Arthur Phillips

image_book-1.phpNel 1954 a Sydney un vecchio investigatore in pensione viene contattato mr Macy, un americano ansioso di far luce su alcune vicende occorse alla propria zia da poco deceduta.
Ferrel, questo il nome, con un notevole sforzo di memoria data l’età, inizia a raccontare di come dalla lontana Australia arrivò in America su incarico di un facoltoso fondo fiduciario per ritrovare i vari figli illegittimi di un marinaio arricchito e lasciare loro un piccolo lascito.
Seguendo uno di questi, che partì soldato nella campagna egiziana delle forze australiane e neozelandesi per poi sparire nel deserto insieme ad un soldato inglese, s’imbatte in Ralph Trilipush.

Trilipush è un archeologo, un egittologo per la precisione, che opera nel momento topico delle scoperte (all’epoca di Carter, per intenderci), inglese di stanza ad Harvard subito dopo la guerra. La sua laurea ad Oxford e la pubblicazione della traduzione di una serie di ammonimenti di un oscuro faraone gli danno la possibilità conoscere una serie di facoltosi finanziatori privati per iniziare lo scavo che l’ossessiona, il ritrovamento della tomba del Re Atum-hadu, autore della serie di rime erotiche, che essendo oscuro e dimenticato sarà sicuramente sepolto in un sepolcro pieno zeppo di tesori.
Nel frattempo Ralph si è pure fidanzato con la figlia di uno dei facoltosi bostoniani, il titolare di una serie di grandi magazzini; e poco importa se Margaret ha alcuni oscuri problemi di salute, la loro storia va a gonfie vele e veleggia verso il matrimonio, dopo che sarà diventato famoso, e la vita in campagna nella tenuta avita.

Ferrel, convinto che la sparizione del suo rampollo sia opera dell’archeologo, inizia ad indagare per dipanare la matassa delle menzogne che avvolgono la società inglese del tempo e la sua controparte bostoniana, aggiungendo confusione alle storie via via raccontate che s’ingarbugliano sempre più.

Le voci che danno vita a questo romanzo, popolato da molti personaggi più o meno secondari ma tutti pronti a lasciare un’impronta ben definita nella storia, sono fondamentalmente due: Trilipush Ferrel, le due parti del racconto sempre ben identificabili e chiare, due storie parallele fatte di diari e lettere.
Sono loro che guidano il lettore alla scoperta del Re pornografo, loro che stuzzicano la curiosità con la verità e le menzogne.
Perché nessuno è totalmente onesto in questo libro e alla fine anche la verità, o quello che si è pensato lo fosse, forse non è propriamente definibile.

Ripescato da uno scaffale per una associazione di idee un po’ fulminata (stavo guardano X-men – Giorni di un futuro passato) ho riletto con estremo piacere un libro all’apparenza un po’ sempliciotto ma ben scritto ma che non è assolutamente quello che appare.
Ai suoi gloriosi tempi, io ce l’ho dal 2004, devo averlo anche regalato esclamando tutta soddisfatta “Devi assolutamente averlo!” (naturalmente sarà piaciuto solo a me) è stato uno di quei libri che mi mandavano fuori di testa.
E anche oggi mi ha fatto ridere un sacco…

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