Le collettive sgangherate: Il Corsaro Nero di Salgari

Ecco, pensavate mi care amiche di follia di evitare il commento al Corsaro? EBBENE NO! E pure mi do il permesso dello spoiler libero, che mica stiam parlando di qualcosa uscito ieri l’altro…

(declamare con voce nasale, prego)

Il ClubIppogrifo è lieto di presentare, con la partecipazione straordinaria de Il Neurone e dell’umana Carloz, la lettura collettiva di luglio

Il Corsaro Nero di Emilio Salgari

Facente parte di una serie di cinque libri (come è che si dice? Boh… Ah, comunque non me Corsaro_Nero_ed_1904_Salgaril’avete detto che erano cinque libri e ora come faccio, DEVO leggerli tutti) incentrati sui pirati delle Antille, il buon Emilio ci racconta qua le avventure di Emilio signore di Ventimiglia, Valnpeta e Roccabruna (amene località liguri) di nero vestito (ma va!?!).
Tal Emilio è circondato da un fitto mistero, come ogni pirata che si rispetti, ma tutti sanno che è un capitano giusto e di parola.
La storia inizia con la raccolta di due naufraghi che s’accostano alla Folgore: sono due marinai del Corsaro Rosso, scampati per il rotto della cuffia all’impiccagione da parte del Governatore Wan Guld di Maracaybo.

(scusate mi è scappato)

Il Corsaro Rosso è naturalmente il fratello del Corsaro Nero e a loro volta avevano un altro fratello, il Corsaro Verde, sempre ammazzato da Wan Guld. I tre fratelli erano venuti a pirateggiare per cercar vendetta contro il Governatore olandese perché questi aveva ammazzato, durante una guerra in Europa, il fratello maggiore.
Che non aveva colore. E manco un nome.

Comunque, Emilio-Corsaro Nero, raccolti i naufraghi e sentito della dipartita del fratello, tira giù un paio di improperi (pochi che eran altri tempi) e decide con nonchalance di entrare a Maracaibo e togliere dalla forca il fratello e dargli giusta sepoltura in mare.
Quindi prende su i due nuovi arrivi, salta sulla scialuppa e via, andiamo, entriamo e usciamo e ciao olandesi.
Raccattano nel frattempo un nero, Moko, che vive ai margini della foresta, che è un simpatizzante dei pirati, come guida che non si sa mai a raggiungere la città dalla foresta che incontriamo.
Nella capanna del nero, lasciano intanto un soldato spagnolo, che in pratica gli era cascato tra i piedi.

Ora, analizziamo insieme l’abbigliamento dello spagnolo, che pattuglia la foresta: casacca ad arabeschi gialla, calzoni larghi e corti a righe nere e rosse e stivali. In testa elmetto d’acciaio con penna.
Un semaforo, in pratica, con l’elmetto che gridava “sono qua” ad ogni raggio di sole.
O forse voleva confondersi con i pappagalli colorati.

Sto idolo di guerra, comunque, si stupisce d’essere fatto prigioniero ma tenta una misera resistenza.
Poi canta come un uccellino e spiattella tutti i piani di difesa.

Il Corsaro Nero e i suoi tre scagnozzi giungono infine in città, dove con mossa ardita e fugace, prendono il corpo dell’impiccato Corsaro Rosso; vengono però individuati e, mentre Moko fugge con il cadavere, i tre s’asserragliano nella casa di un notaio di quartiere.
Il giurista è però atteso per un matrimonio e qua inizia la commedia: intanto che mangiano e bevono per far passare la nottata, arriva il futuro sposo a sollecitare (che viene pure lui legato come un salame), il servo a cercare il padrone scomparso e un nobile spagnolo (pure lui trascinato dentro).
Solo che quest’ultimo sfida il Corsaro a duello, per poi soccombere alle virtù di spadaccino del pirata.
E pure lui viene cacciato in solaio prigioniero.
E i soldati? Nel frattempo, qualcuno s’accorge di tutto il casino in casa del notaio e arriva la ronda.
Ai nostri non resta altro che fuggire per i tetti, con l’aiuto del nobile castigliano che per onore (e visto che Wan Guld gli sta sulle palle) aiuta e indirizza i pirati verso una strada sicura.

Emilio-Corsaro può quindi seppellire (buttare a mare) il corpo del fratello, con tutti gli onori del caso, giurando vendetta all’olandese per quanto occorso ai suoi cari.

Sì sì, avanti così che ti viene una meraviglia, la vendetta… Sì Sì.

Incrociano poi una nave e per una volta, la Folgore fa quello per cui è stata progettata: un bell’assalto con relativo bottino, tra cui una nobile fiamminga, bionda, pallidina ma con le gote rosa e tutta caruccia.

Aaaaahahhhhhh che sospiro… Emilio il tenebroso inizia a sbavare come un quindicenne dietro la cara Honorata, ma no! La donna va mantenuta a distanza…
Poi l’invita a cena, poi la tiene sulla Folgore perché arriva la tempesta, poi la porta a casa sua, in attesa di ricevere il riscatto.
Oh, Honorata
Bella, coraggiosa, pure lei innamorata persa del suo rapitore….

images

Inizia intanto l’assedio di Maracaybo con l’aiuto delle navi de l’Olonese.
Il Corsaro entra con i suoi marinai e percorre a passo spedito tutta la città, arriva in fondo e ritorna senza trovare traccia del suo nemico che scaltro come una biscia, fugge dalla porta sul retro abbandonando i suoi come racconta lo spagnolo che, una volta rientrato dalla cattività nella capanna di Moko è stato bastonato per punizione.

Incazzosi sti spagnoli, una li guarda male la mattina e se la legano al dito per l’eternità… 

Beh, comunque, i nostri lasciano l’Olonese a far saccheggio e via, di corsa a tentar di riacciuffare il Governatore, tagliando nella foresta.
E qua, tra bestie feroci, puzzole giganti che scoreggiano in faccia ai marinai, indios cannibali che fan girare le proprie vittime sullo spiedo impariamo quanto Emilio Salgari, dia sfogo alle proprie manie descrittive da enciclopedista, raccontando dettagliatamente flora, fauna e abitudini di qualsiasi cosa incroci la strada ai protagonisti del libro. E sono proprio dettagliati.
E il Governatore? Il marrano sta fuggendo sulla nave del conte spagnolo, ma tra tutti riescono a catturare il Corsaro Nero e i suoi sodali; niente paura, però, a chi stava sulla palle Wan Guld? Ma al catalano, che libera dunque i pirati e li lascia andare…

Peccato Corsaro Nero, la vendetta dovrà aspettare…

E che succede poi?

Beh, il Corsaro tocca terra, oramai l’Olonese e l’equipaggio hanno conquistato le città e fatto saccheggio, insieme ai suoi marinai e allo spagnolo, che riconosce la bionda duchessa (che si era imbarcata clandestina, l’avevano scoperta dopo cinque minuti, ma tant’è).

E’ la figlia di Wan Guld!

E quindi viene abbandonata su una scialuppa, in balia del mare.

e25c681099e79ee1a9838e556716Ciao, sono Emilio signore di Ventimiglia, Valnpeta e Roccabruna chiamami pure #maiunagioia .

Per chi ci voglia seguire, siamo qua Letture Collettive Folli e Sgangherate

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